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Stamane sul tavolo di cucina camminavano formichine.
Ecco, io non l'avevo notato ma ora è sicuro: anche se tornerà il freddo, se magari nevicherà, noi diremo solo : che primavera fredda! Ma l'inverno non lo nomineremo, l'inverno sta per finire.
E le formichine sono messaggere fragili e numerose del cambiamento dei tempi.
Chissà quali formichine messaggere in altri ambiti della nostra vita non riusciamo ad individuare?O scacciamo infastiditi perché ci camminano sulle briciole della vita?


Nomadismi e appartenenze.
cere...; ondorco, ...tolo; sfirziola, ...sina; leptop; l'Oca; indomabile (l'asino) e tutti gli altri piccoli personaggi della coorte di Iorandui se ne stanno ai miei piedi, accovacciati.
Ondorco a dire il vero... no, che non ci sta. Diciamo che dondola attaccato allo stipite. Però si è tolto la corazza sapete? e Cere... la selvatica e strana, oggi sorride e non ha più bisogno di addomesticare il vento. Giusto: la sua rana che andava alle olimpiadi della gara del silenzio, ormai ha deciso che le riesce meglio di fare la chiacchierona: ce ne sono talmente tante sul mercato, che anche lei nel brusio si confonde. E così può lasciar perdere le sfide e vivere. Sfirziola prepara un dolce, e sogghigna. Gli altri non vedono l'ora che si possa darci dentro, e finirlo subito. L'oca ogni tanto se la tira, pensa di saperla lunga, lei, forse per via del collo, invidioso di cigno.
Iorandui sorride, mi dà un piccolo sbuffo: fra poco ci sarà un bimbo reale, il figlio di Tom, cui raccontare le storie che si ha voglia di raccontare. Compresa la capra foresta (quella con settepalmi di corna in testa).
È vento di partenza, non di separazioni.
Oggi ho inviato gli auguri di san valentino ad un amico caro, che una volta avevo confuso per un possibile amante. Ma siamo riusciti entrambi a superare la confusione, ed ora ci si vuole semplicemente bene. Verso sera ho incontrato l'uomo più importante della mia vita, che mi ha detto: "sai? mi pare quasi che i ruoli si stiano invertendo... e mi va bene così" E io mi sento addolcire. Anche se ogni tanto la solitudine mi affatica e mi stresso.
E ripenso a questi anni di blog, di gente incontrata, fedelmente contattata quasi tutte le sere. Le persone che non ho mai visto e che ho letto regolarmente sono altrettante di coloro che ho avuto la fortuna di incontrare. E .... lo sapete tu, tu e tu che abitate a roma, genova, milano e toscana (non so nemmeno bene dove) ed anche in posti che nemmeno conosco, che mi siete cari?
Ricordo, così a caso: uno sguattero ed un maggiordomo che mi sorreggono una borsa che cade, vicino a Bologna. E risate. Telefonate con voce laziale e litigate con mattarelli. Abbracci dietro agli alberi del centro del mondo. E marmellate ... e frammenti di storie private scambiate in una veranda. Ed amiche di amiche che diventano nostre. Poi il dollaro del 1926 ritrovato a Napoli, altro che inventato. E donne che diventano madri e ci si pensa con tenerezza, anche se non ci si parla. E ragazze intraprendenti, coraggiose, che inventano modi nuovi di esserci. E una festa sorpresa così.... soprendente che è stata LA più bella sorpresa della mia vita. Che non la scorderò mai. Proprio. E amici-amche del cuore che leggono silenziosamente per vedere se finalmente mi torna un minimo di vena creativa. Ma sì che torna, forse però avrà nuovi personaggi e nuove storie, che andranno ad affollare in altro modo quel mondo che mai si esaurisce.
C'è vento di partenza, lo sento, vorrei avvisarvi. Non è stasera, non è domani, ma sta arrivando. Non è il vento nemico, il vento della fuga dal presente. È il vento dell'incontro con quel che ancora deve accadere e non so... eppure mi ci sto preparando. Sapete: sento che ci saranno lacrime ancora un po', ma non ho così terribilmente paura: giusto il necessario per non essere sprovveduta.
E le poche parole che ci si scambia sono così colme di affetto, di sapere che si sa, dell'uno, dell'altra, degli altri. E basta un sorriso oppure un breve messaggio a inizio settimana. Ognuno in una briciola del mondo, che attende al proprio esserci lì, sapendo che altrove vi è ascolto e sentire. Non fuga, dal quotidiano, no. Chi è quello sciocco che fa confusione? È affondamento nel quotidiano, oltre alla banalità che fa credere che non esistano sentire e affinità se non per la verifica giornaliera.
Rinunciare a verificare, fidarsi e non andare a controllare. Questo è quello che permette a queste amicizie sottili di diventare ingualcibili.
Che tanto, quando meno ce lo si aspetta, sappiamo inventarci una festa, un'occasione, una scusa. Che il blog è stato anche una scusa, un'opportunità per incontrare coloro cui oggi vogliamo così bene
Kiss scrivevo le prime volte. Allora Kiss e a presto. :-)