Aitan
AnnAré
Bimbas
Bip
Cica
Col favore delle nebbie
Di Utopie
Elis
Filosofia
Franz
Galina's Town
Giovane e antica
Haramlik
I Ching
Kairos
Kunda's
Lino il mutevole
Livioblu
Liviogiallo
Liviorosso
Maiorcato
Max
Melusina - prima casa
Mics
Multiversum
Nic
Nowhereman
Personaggi con autore
Quablog
Saltino
Senza
Sgru
Storie Piccole
Stupido Blog
Tenda Rossa
Vera
Viaggio Lento
Viandante Gabbiano
Zio Franco
visitato *loading* volte
GABINAT
In alta Valtellina, così come nel Grigioni italiano è diffusa una tradizione che prescrive, nella notte dei magi (dai vespri della vigilia e fino alla mattina o al tardo pomeriggio dell'Epifania), di salutarsi scherzosamente con il termine dialettale "Gabinàt" (Gabinèt nelle valli o Ghibinet a Livigno). Probabilmente Gabinat è una storpiatura del tedesco Gaben-nacht, "notte di doni", a ricordo dei doni portati dai Magi e ci proviene, assieme all'usanza, dalla Baviera e in seguito in Alto Adige, dove è ancora presente.
Nella tradizione, quando due persone si incontrano tra la vigilia e il giorno dell’Epifania, il primo che riesce a pronunciare la parola ha il diritto di ricevere un dono dall’altro. “Pagà el gabinàt” è appunto la frase che si usa per assolvere questo debito d'onore. Si avrà tempo fino al 17 gennaio, giorno di San Antonio in cui inizia il carnevale, per poterlo saldare con il dolce tipico per pagare pegno: la “cupéta”, dolce al miele e noci racchiuso tra due cialde.
